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Gioele La Manno vince il premio Eppendorf & Science per la neurobiologia 2026 con la mappa dei lipidi del cervello

Gioele La Manno, neuroscienziato del Politecnico federale di Losanna (EPFL), ha vinto il premio Eppendorf & Science per la neurobiologia 2026. L’annuncio è…

Primo piano di un modello di cervello in plastica trasparente

Gioele La Manno, neuroscienziato del Politecnico federale di Losanna (EPFL), ha vinto il premio Eppendorf & Science per la neurobiologia 2026. L’annuncio è stato dato il 29 ottobre dall’AAAS, l’associazione americana che pubblica la rivista Science.

Il premio, che nel 2026 compie 25 anni, vale 25.000 dollari e comprende la pubblicazione su Science del saggio vincitore. È riservato a ricercatori che non hanno più di 35 anni e premia contributi di rilievo alla ricerca neurobiologica. La cerimonia di consegna è in programma il 15 novembre 2026 a Washington.

La Manno è stato premiato per il suo lavoro sui lipidi del cervello, le molecole grasse che formano le membrane delle cellule e che a lungo sono state considerate un semplice materiale di costruzione. Insieme a Giovanni D’Angelo e Luca Fusar Bassini dell’EPFL ha guidato la realizzazione del Lipid Brain Atlas, la prima mappa dei lipidi nel cervello di topo, pubblicata a settembre sulla rivista Nature. Il gruppo ha misurato 172 lipidi in 109 sezioni di cervello di 11 topi, con la tecnica dell’imaging a spettrometria di massa, raccogliendo circa 7 milioni di misure trasformate in un modello tridimensionale con nuovi strumenti di apprendimento automatico.

Il risultato è una mappa di 539 territori cerebrali, chiamati «lipizone», ognuno con una propria firma lipidica. Secondo l’AAAS, l’attività dei geni spiega solo circa metà delle variazioni dei lipidi, e nelle femmine di topo in gravidanza decine di lipizone cambiano insieme nella sostanza bianca e nella corteccia. L’atlante è consultabile liberamente online.

Mattia Maroso, senior editor di Science, ha definito il lavoro un’impresa «eccezionalmente originale, elegante ed entusiasmante». I finalisti del premio sono Alexander Bates della Harvard Medical School e Zuri Sullivan del Massachusetts Institute of Technology.

Fonti: AAAS, EPFL, Eppendorf

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