Manca una settimana all’apertura della COP31, la conferenza delle Nazioni Unite sul clima del 2026. Il vertice si terrà ad Antalya, in Turchia, da lunedì 9 a venerdì 20 novembre. È la trentunesima Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), il trattato da cui è nato anche l’Accordo di Parigi.
Le COP sono, secondo la stessa UNFCCC, l’unico forum multilaterale al mondo in cui si prendono decisioni sul cambiamento climatico. Dal 1995 i Paesi si riuniscono ogni anno per negoziare e promuovere l’azione collettiva sul clima. L’ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ricorda che la COP31 dovrà essere un passaggio in cui gli Stati rafforzano i propri impegni e accelerano la transizione verso economie a basse emissioni.
Una presidenza condivisa tra Turchia e Australia
Quest’anno l’organizzazione ha una formula particolare. La Turchia ospita la conferenza e il presidente designato della COP31 è il turco Murat Kurum. L’australiano Chris Bowen ha invece il ruolo di «presidente dei negoziati». La collaborazione tra i due Paesi segue un accordo specifico, le cosiddette modalità di partenariato Turchia-Australia. La riunione ministeriale preparatoria, la Pre-COP, si è svolta nel Pacifico dal 5 all’8 ottobre 2026, organizzata da Figi, Tuvalu e Australia.
L’Italia ad Antalya
Anche l’Italia sarà presente con il suo Padiglione, allestito dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (MASE). È la decima partecipazione ufficiale a una COP. Secondo l’ISPRA, il programma prevede 55 eventi con oltre 150 promotori, co-organizzatori e partner. Quattordici sono eventi istituzionali: otto del MASE, quattro dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, uno dei Carabinieri forestali e uno dell’ISPRA. Gli altri coinvolgono regioni, organizzazioni internazionali, associazioni, università, centri di ricerca e imprese.
L’appuntamento dell’ISPRA è fissato per l’11 novembre ed è dedicato all’osservazione della Terra per la trasparenza climatica, con i servizi europei Copernicus e il programma satellitare italiano IRIDE al servizio dei rapporti sul clima.
Fonti: UNFCCC, ISPRA, UNRIC – Centro regionale di informazione delle Nazioni Unite





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