Salgono a 76 i casi di dengue contratti in Italia nel 2026. Lo indica l’ultimo aggiornamento della sorveglianza nazionale delle arbovirosi pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sul portale EpiCentro, con i dati raccolti fino al 27 ottobre 2026.
Dall’inizio dell’anno in Italia sono stati confermati in tutto 369 casi di dengue, senza nessun decesso. La maggior parte riguarda persone che si sono infettate durante un viaggio all’estero: circa la metà dei casi importati aveva soggiornato alle Maldive. I casi autoctoni, cioè trasmessi dalle zanzare sul territorio italiano, sono 76.
Dove sono i focolai
Secondo l’ISS i casi autoctoni sono legati a cinque focolai di trasmissione locale, più due casi che non sono ancora stati collegati ad altri. Il focolaio più grande è in Toscana, tra le province di Livorno e Firenze, con 40 casi, tutti con sintomi. Seguono la provincia di Lecce, in Puglia, con 22 casi, e la provincia di Vicenza, in Veneto, con 8 casi. Due casi ciascuno sono stati registrati in provincia di Napoli e in provincia di Milano, dove il focolaio è stato dichiarato chiuso. In provincia di Roma ci sono due casi sporadici, per i quali sono in corso indagini. In Toscana e in Puglia proseguono le indagini epidemiologiche e gli interventi di controllo delle zanzare.
L’Italia è il Paese europeo con più casi autoctoni quest’anno. Nel suo aggiornamento settimanale con i dati al 21 ottobre, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) indicava che solo due Paesi europei avevano segnalato casi di dengue contratti localmente nel 2026: l’Italia, con 73 casi, e la Francia, con 7.
La sorveglianza dell’ISS registra inoltre, nello stesso periodo, 30 casi di chikungunya, di cui uno autoctono, e 4 casi di Zika, tutti importati.
Come ridurre il rischio
In Italia il virus è trasmesso soprattutto dalla zanzara tigre (Aedes albopictus), che può diffondere anche chikungunya e Zika. La Regione Toscana raccomanda di eliminare l’acqua stagnante da sottovasi, annaffiatoi, secchi e pneumatici, di coprire i contenitori d’acqua con zanzariere ben fissate e di trattare con prodotti larvicidi tombini e caditoie. Prima di portare le piante in casa per l’inverno, conviene pulire bene i vasi: le uova delle zanzare possono sopravvivere e schiudersi in primavera.
Fonti: ISS – EpiCentro, ECDC, Regione Toscana





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