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Vini rossi del Lazio: il Cesanese e le altre denominazioni

Quando si parla di vino nel Lazio, il pensiero va quasi sempre ai bianchi: il Frascati, il Marino, la Malvasia dei Castelli Romani. Eppure la regione ha anche…

Calice di vino rosso su un tavolo, illuminato dalla luce di una candela
Indice
  1. Il quadro delle denominazioni
  2. Il Cesanese, il rosso simbolo del Lazio
  3. Gli altri rossi del Lazio
  4. Come si riconosce un Cesanese
  5. Abbinamenti con la cucina laziale
  6. Domande frequenti

Quando si parla di vino nel Lazio, il pensiero va quasi sempre ai bianchi: il Frascati, il Marino, la Malvasia dei Castelli Romani. Eppure la regione ha anche una tradizione di vini rossi tutt'altro che secondaria, con un vitigno simbolo, il Cesanese, e una serie di denominazioni che vanno dalla provincia di Viterbo fino al basso Lazio.

In questa guida passiamo in rassegna i principali vini rossi del Lazio: le denominazioni, le uve, le differenze di stile e qualche idea per portarli a tavola.

Il quadro delle denominazioni

Secondo il volume sui vini del Lazio curato da ARSIAL, l'agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura, la regione conta 3 DOCG, 27 DOC e 6 IGT. Delle tre DOCG, due sono bianche (Frascati Superiore e Cannellino di Frascati) e una sola è rossa: il Cesanese del Piglio, definito nel volume “l'unica DOCG rossa regionale”.

Accanto alla DOCG ci sono diverse DOC che prevedono la tipologia rosso, alcune legate a vitigni autoctoni, altre a uve diffuse in tutta Italia come Sangiovese e Montepulciano, o a varietà internazionali come Merlot e Cabernet.

Il Cesanese, il rosso simbolo del Lazio

Il Cesanese è il vitigno a bacca rossa più identitario della regione. Ne esistono due varietà principali, il Cesanese di Affile e il Cesanese comune, ed è alla base di tre denominazioni, tutte nelle zone collinari a est e sud-est di Roma, tra le province di Roma e Frosinone.

  • Cesanese del Piglio o Piglio DOCG: prodotto con almeno il 90% di Cesanese di Affile e/o Cesanese comune. La zona comprende per intero i comuni di Piglio e Serrone e in parte quelli di Acuto, Anagni e Paliano, in provincia di Frosinone. Il disciplinare prevede anche le tipologie Superiore e Superiore Riserva.
  • Cesanese di Affile o Affile DOC: richiede almeno il 90% di Cesanese di Affile; prevede anche la tipologia Riserva.
  • Cesanese di Olevano Romano o Olevano Romano DOC: prodotto con almeno l'85% di Cesanese di Affile e/o Cesanese comune nei comuni di Olevano Romano e Genazzano, come riporta anche la scheda della Treccani sul Cesanese di Olevano Romano DOP. ARSIAL lo descrive con un sapore secco, corposo, morbido e armonico.

Il Cesanese di Olevano Romano ha di recente fatto un passo avanti sul piano organizzativo: nel settembre 2025 il Ministero dell'Agricoltura ha riconosciuto il Consorzio di tutela del Cesanese di Olevano Romano DOP, che si occuperà di tutela, promozione e informazione ai consumatori.

Gli altri rossi del Lazio

Oltre al Cesanese, il panorama dei rossi laziali è più vario di quanto si pensi. Ecco le denominazioni più interessanti da conoscere.

DenominazioneUve principali del rossoNote
Cesanese del Piglio DOCGCesanese di Affile e/o Cesanese comune (min. 90%)Unica DOCG rossa del Lazio; anche Superiore e Riserva
Cesanese di Affile DOCCesanese di Affile (min. 90%)Anche Riserva
Cesanese di Olevano Romano DOCCesanese di Affile e/o Cesanese comune (min. 85%)Anche Riserva
Castelli Romani DOCCesanese, Merlot, Montepulciano, Nero buono, SangioveseRosso secco, amabile, frizzante e novello
Cori DOC Nero BuonoNero Buono (min. 85%)Vitigno autoctono tutelato dalla legge regionale
Aleatico di Gradoli DOCAleatico (min. 95%)Rosso aromatico, anche passito
Atina DOCCabernet Sauvignon e/o Cabernet FrancRosso di stampo internazionale, nel Frusinate
Cerveteri DOCSangiovese e Montepulciano (insieme min. 60%)Ammesso anche il Merlot

Qualche parola in più su alcune di queste. Il Castelli Romani DOC è, sempre secondo ARSIAL, la denominazione con il maggior numero di rivendicazioni nella regione, e nella versione rossa unisce vitigni locali come il Cesanese e il Nero buono a varietà come Merlot, Montepulciano e Sangiovese. Il Nero Buono di Cori e l'Aleatico di Gradoli sono due vitigni considerati a rischio di erosione genetica e tutelati dalla legge regionale 15 del 2000: due piccole realtà che raccontano la biodiversità viticola del Lazio. L'Aleatico, in particolare, dà un rosso dal profumo finemente aromatico, prodotto anche nella versione passito.

C'è poi la Roma DOC, che copre numerosi comuni della provincia di Roma. Come indica la voce Treccani sulla Roma DOP, le tipologie rosso, rosso riserva e rosato sono ottenute in parte da uve Montepulciano.

Come si riconosce un Cesanese

Le descrizioni ufficiali riportate da ARSIAL aiutano a orientarsi: per il Cesanese di Affile si parla di un “odore delicato, caratteristico”, mentre il Cesanese di Olevano Romano viene descritto con un sapore secco, corposo, morbido e armonico. Le versioni più giovani sono in genere più immediate; le Riserve hanno una gradazione minima più alta e un periodo di invecchiamento obbligatorio: per il Cesanese del Piglio Superiore Riserva sono almeno 20 mesi, di cui 6 di affinamento in bottiglia.

Consiglio: se volete scoprire i rossi del Lazio, partite da un confronto tra le tre denominazioni del Cesanese. Assaggiare fianco a fianco un Cesanese del Piglio, un Cesanese di Affile e un Cesanese di Olevano Romano, magari in piccole quantità e in compagnia, è il modo più efficace per capire come lo stesso vitigno cambi da una zona all'altra.

Abbinamenti con la cucina laziale

I rossi del Lazio nascono accanto a una cucina ricca e saporita, e con questa danno il meglio:

  • Cesanese giovane: con pasta all'amatriciana, salumi, pizza e piatti della tradizione romana di media struttura.
  • Cesanese Superiore o Riserva: con abbacchio, carni alla brace, spezzatini e formaggi stagionati come il pecorino.
  • Castelli Romani rosso: un vino quotidiano, adatto alla porchetta e ai piatti delle fraschette.
  • Aleatico di Gradoli passito: con la pasticceria secca o i dolci al cioccolato, a fine pasto.

Come sempre, il vino va goduto con moderazione e a tavola, insieme al cibo. Un calice ben scelto vale più di una bottiglia bevuta in fretta, e dopo aver bevuto è meglio non mettersi alla guida.

Domande frequenti

Qual è il vino rosso più famoso del Lazio?

Il vitigno rosso più rappresentativo è il Cesanese. La denominazione più prestigiosa è il Cesanese del Piglio DOCG, l'unica DOCG rossa della regione.

Quante DOCG ci sono nel Lazio?

Le DOCG del Lazio sono tre: Cesanese del Piglio, Frascati Superiore e Cannellino di Frascati. Solo il Cesanese del Piglio è un vino rosso.

Che differenza c'è tra Cesanese di Affile e Cesanese comune?

Sono due varietà distinte, entrambe chiamate Cesanese. Il Cesanese di Affile è il vitigno principale della DOC Cesanese di Affile, mentre il Cesanese del Piglio e il Cesanese di Olevano Romano ammettono sia il Cesanese di Affile sia il Cesanese comune.

Ai Castelli Romani si producono vini rossi?

Sì. La DOC Castelli Romani prevede anche il rosso, ottenuto da uve come Cesanese, Merlot, Montepulciano, Nero buono e Sangiovese, in versione secca, amabile, frizzante e novello.

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