Ogni anno, la prima domenica di ottobre, a Marino succede qualcosa che altrove sembrerebbe una leggenda: dalle fontane del paese, al posto dell'acqua, esce vino. È il momento più atteso della Sagra dell'Uva di Marino, una delle feste della vendemmia più note dei Castelli Romani, che richiama migliaia di persone da Roma e da tutto il Lazio.
Ma la sagra non è solo il “miracolo delle fontane”. È una festa che intreccia la cultura contadina dei Colli Albani, la memoria di una battaglia del Cinquecento e un vino bianco con una denominazione di origine propria. Vediamo da dove nasce, cosa la rende unica e come viverla al meglio.
Come è nata la Sagra dell'Uva
La Sagra dell'Uva di Marino nasce nel 1925 da un'idea del poeta e giornalista marinese Leone Ciprelli, che volle unire in un'unica festa la tradizione della vendemmia, il folklore dei Castelli e la storia della città. Il 4 ottobre 1925, durante la prima edizione, la fontana di piazza Matteotti, nel centro di Marino, versò vino al posto dell'acqua: secondo il portale turistico ufficiale Italia.it, la Fontana dei Mori di piazza Matteotti fu la protagonista di quel primo “miracolo”, che da allora si ripete ogni anno.
Da allora la festa si celebra la prima domenica di ottobre, nel periodo in cui la vendemmia ai Castelli Romani è appena terminata o sta per concludersi. Nel 2025 la sagra ha compiuto cento anni dalla prima edizione.
La Fontana dei Mori e il legame con Lepanto
La fontana simbolo della sagra non è un monumento qualunque. La Fontana dei Mori fu realizzata nel Seicento per celebrare la vittoria di Marcantonio II Colonna nella battaglia di Lepanto del 1571. Al centro si alza una colonna di marmo sormontata dallo stemma dei Colonna e intorno sono scolpite quattro figure di prigionieri turchi. Durante la Seconda guerra mondiale fu gravemente danneggiata dai bombardamenti; ricostruita, fu poi collocata nell'attuale piazza Matteotti.
Il richiamo a Lepanto non è casuale. Marcantonio Colonna, come ricorda la voce dell'Enciclopedia Treccani dedicata a Marcantonio Colonna, guidò la flotta pontificia nella battaglia combattuta il 7 ottobre 1571 contro la flotta ottomana. Ancora oggi il corteo storico della sagra rievoca quella vittoria e il ritorno del condottiero, ed è uno dei momenti più scenografici della festa.
Cosa succede durante la sagra
Il programma cambia di anno in anno, ma alcuni appuntamenti sono ormai parte della tradizione:
- Il corteo storico: figuranti in costume sfilano per le vie del centro, rievocando l'epoca di Marcantonio Colonna e la vittoria di Lepanto.
- Il “miracolo delle fontane”: durante la festa le fontane del centro versano vino al posto dell'acqua, e chi è presente può riempire il proprio bicchiere.
- Stand, musica e degustazioni: il centro storico si anima con bancarelle, prodotti tipici e momenti di musica e spettacolo.
L'affluenza è molto alta, tanto che negli ultimi anni sono stati organizzati collegamenti ferroviari straordinari. Per l'edizione del 2026, che si è svolta domenica 4 ottobre, Trenitalia ha attivato 21 treni straordinari sulla linea Roma Termini–Albano Laziale, con circa 9.800 posti in più, per evitare il sovraffollamento delle edizioni passate.
Il vino di Marino: una DOC dei Castelli Romani
Il vino delle fontane è il simbolo della festa, ma il protagonista vero è il territorio. Marino ha una denominazione di origine propria, il Marino DOC, approvata con decreto del 6 agosto 1970. Secondo il disciplinare del Marino DOC pubblicato da ARSIAL, la zona di produzione comprende per intero i comuni di Marino e Ciampino e, in parte, quelli di Roma e Castel Gandolfo.
Si tratta di vini bianchi: la base è la Malvasia bianca di Candia, che deve rappresentare almeno il 50% delle uve, insieme ad altre varietà a bacca bianca non aromatiche. Il disciplinare prevede numerose tipologie, dal Marino e Marino Superiore (che possono essere secchi, abboccati, amabili o dolci) al Frizzante, allo Spumante, alla Vendemmia Tardiva e al Passito, oltre a versioni con il nome del vitigno, come Malvasia del Lazio, Bellone, Greco, Bombino e Trebbiano verde. Esiste anche la menzione Classico, riservata alla zona di produzione più antica.
Le feste del vino più antiche del Lazio
Marino non è l'unico comune laziale con una lunga tradizione di feste legate all'uva. Il volume di ARSIAL sui vini del Lazio ne ricorda diverse, alcune nate pochi anni dopo quella di Marino.
| Festa | Comune | Prima edizione |
|---|---|---|
| Sagra dell'Uva | Marino | 1925 |
| Sagra dell'Uva | Capena | 1927 |
| Sagra del vino Cesanese di Olevano Romano | Olevano Romano | 1929 |
| Festa dell'uva e dei vini | Velletri | 1930 |
Sono feste diverse tra loro, ma con un filo comune: celebrare la fine della vendemmia e il legame tra le comunità e le loro vigne.
Come vivere la sagra senza stress
La Sagra dell'Uva è una festa popolare e molto frequentata: con un minimo di organizzazione si evita di passare la giornata in coda.
Consiglio: lasciate a casa l'auto e scegliete il treno o i mezzi pubblici. Le strade dei Castelli, nei giorni della sagra, sono molto trafficate e i parcheggi scarseggiano; inoltre, se si assaggia il vino delle fontane o delle cantine, mettersi alla guida non è un'opzione. Arrivate presto per trovare un buon posto lungo il percorso del corteo e controllate il programma ufficiale dell'anno, che può cambiare orari e luoghi.
Qualche altra attenzione utile: portate scarpe comode, perché il centro di Marino è fatto di salite e vicoli; bevete acqua tra un assaggio e l'altro; tenete d'occhio i bambini nella folla. Il vino è parte della festa, ma il modo migliore per godersela è con misura, accompagnando i bicchieri con qualcosa da mangiare.
Domande frequenti
Quando si svolge la Sagra dell'Uva di Marino?
Si svolge ogni anno la prima domenica di ottobre, con un programma che viene annunciato di edizione in edizione. Nel 2026 la domenica della sagra è stata il 4 ottobre.
È vero che dalle fontane di Marino esce vino?
Sì. Durante la sagra alcune fontane del centro versano vino al posto dell'acqua. La tradizione risale alla prima edizione, il 4 ottobre 1925, quando a versare vino fu la Fontana dei Mori.
Chi ha inventato la Sagra dell'Uva?
La festa nacque nel 1925 da un'idea del poeta e giornalista marinese Leone Ciprelli.
Che vino si produce a Marino?
Il Marino DOC è un vino bianco a base di Malvasia bianca di Candia (almeno il 50%), prodotto nei comuni di Marino e Ciampino e in parte di Roma e Castel Gandolfo, in diverse tipologie dal secco al passito.
Come si arriva a Marino per la sagra?
Il modo più comodo è il treno da Roma Termini. Nei giorni della festa possono essere attivati treni straordinari: conviene verificare gli orari aggiornati prima di partire.




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