È partita la missione giapponese MMX (Martian Moons eXploration), che punta a raccogliere per la prima volta campioni dalla superficie di Phobos, la più grande delle due lune di Marte, e a riportarli sulla Terra. Il lancio è avvenuto il 20 ottobre 2026 alle 4:41 ora giapponese, cioè alle 21:41 italiane del 19 ottobre, con il razzo H3 (volo n. 10) dal Centro spaziale di Tanegashima.
Un lancio riuscito
Secondo l’Agenzia spaziale giapponese JAXA, che guida la missione, il razzo ha volato come previsto. La separazione della sonda è stata confermata circa 71 minuti e 13 secondi dopo il decollo e MMX è stata immessa nell’orbita prevista per il viaggio verso Marte.
Le tappe della missione
La sonda dovrebbe arrivare nel sistema marziano nel 2027. Dopo l’arrivo entrerà in un’orbita cosiddetta quasi-satellitare attorno a Phobos, da cui studierà topografia, struttura interna, composizione e gravità della luna, con osservazioni dettagliate fino al 2030. Nella fase finale sarà osservata anche Deimos, l’altra luna di Marte.
L’obiettivo principale è prelevare almeno 10 grammi di regolite, il materiale che copre la superficie di Phobos, con due atterraggi morbidi. La partenza dal sistema marziano è prevista nel 2030 e la capsula con i campioni dovrebbe atterrare in Australia nel 2031. MMX sarebbe così la prima missione a riportare sulla Terra campioni prelevati nel sistema di Marte.
Il contributo europeo
La missione è guidata dal Giappone in collaborazione con la NASA, l’agenzia spaziale francese CNES, il centro aerospaziale tedesco DLR e l’Agenzia spaziale europea (ESA). L’ESA ha fornito gli apparati di comunicazione con lo spazio profondo della sonda e sostiene le operazioni con la sua rete di stazioni di terra Estrack. Scienziati europei selezionati dall’ESA fanno parte del gruppo scientifico che pianificherà le osservazioni e studierà i campioni.
Lo studio di Phobos dovrebbe aiutare a capire come si sono formate le lune marziane e come si è evoluto il sistema di Marte, con possibili indicazioni anche sull’origine dell’acqua e delle sostanze organiche nei pianeti rocciosi come la Terra.





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