Il Premio Nobel per la Fisica 2026 è stato assegnato a Francis Halzen. L’annuncio è arrivato il 6 ottobre 2026 da Stoccolma: l’Accademia reale svedese delle scienze ha premiato il suo contributo decisivo all’osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta dei neutrini ad alta energia di origine astrofisica.
Chi è Francis Halzen
Halzen è nato a Tienen, in Belgio, nel 1944 e ha nazionalità belga e statunitense. Ha studiato all’Università di Lovanio (KU Leuven) e dal 1972 insegna all’Università del Wisconsin–Madison, negli Stati Uniti.
Che cos’è IceCube
IceCube è un osservatorio costruito al Polo Sud. Sfrutta circa un chilometro cubo di ghiaccio antartico, nel quale migliaia di sensori ottici sono installati a oltre due chilometri di profondità. Quando un neutrino interagisce con la materia produce un debole lampo di luce, la cosiddetta luce Cherenkov: i sensori la registrano e permettono di ricostruire l’energia e la direzione della particella.
Alla fine degli anni Ottanta Halzen intuì che, per catturare i neutrini delle sorgenti più energetiche, servivano rivelatori grandi un chilometro cubo. Promosse prima AMANDA, il primo telescopio per neutrini realizzato nel ghiaccio antartico, e poi guidò la costruzione di IceCube, avvenuta tra il 2004 e il 2010. Nel 2013 la rivista Science pubblicò l’evidenza di un flusso di neutrini cosmici ad altissima energia provenienti da oltre la Via Lattea.
Secondo la Società Italiana di Fisica, queste scoperte hanno aperto una nuova finestra sull’Universo e hanno fatto dei neutrini un nuovo strumento dell’astronomia moderna.
Il legame con l’Italia
L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare si è congratulato con Halzen: il presidente Antonio Zoccoli ha definito il premio un riconoscimento per tutta la comunità della fisica del neutrino e delle astroparticelle. L’INFN sta realizzando KM3NeT, un osservatorio sottomarino per neutrini nel Mar Mediterraneo, al largo della Sicilia. Anche l’INAF ricorda un contributo italiano: Simona Paiano, ricercatrice dell’INAF di Palermo, è la prima autrice dello studio del 2018 che ha stabilito la distanza del blazar TXS 0506+056, una delle prime sorgenti associate ai neutrini cosmici.
Fonti: Media INAF, INFN, Società Italiana di Fisica




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