Castelli Romani

Cosa vedere a Velletri: la Torre del Trivio, i musei, gli scavi e il vino DOC

Tra i Castelli Romani, Velletri è spesso quello che si attraversa senza fermarsi, diretti verso il mare o verso la pianura pontina. È un peccato, perché la…

Vigneto in collina sotto un cielo azzurro
Indice
  1. Velletri, la città dei Volsci sulle pendici dei Colli Albani
  2. La Torre del Trivio, simbolo della città
  3. La Cattedrale di San Clemente
  4. I Musei Civici nel Palazzo Comunale
  5. L’Area archeologica delle Santissime Stimmate
  6. L’ex Convento del Carmine
  7. Cosa vedere a Velletri: la tabella riassuntiva
  8. Il vino di Velletri
  9. Come arrivare a Velletri da Roma
  10. Domande frequenti

Tra i Castelli Romani, Velletri è spesso quello che si attraversa senza fermarsi, diretti verso il mare o verso la pianura pontina. È un peccato, perché la città custodisce una torre gotica alta circa cinquanta metri, una cattedrale costruita sopra un tempio romano, un sarcofago con quasi duecento figure scolpite e un’area archeologica dove si legge la storia più antica dei Colli Albani. E poi c’è il vino, che a Velletri ha una denominazione tutta sua da oltre cinquant’anni. Ecco cosa vedere a Velletri in una giornata, con qualche consiglio pratico per arrivarci da Roma.

Velletri, la città dei Volsci sulle pendici dei Colli Albani

Velletri sorge su uno sperone di roccia alle pendici meridionali dei Colli Albani, circondata da vigneti e uliveti. La posizione colpì anche Goethe, che nel 1787 annotò: «Assai amena è la posizione di Velletri». In epoca antica la città si chiamava Velitrae ed era un centro dei Volsci, il popolo italico che a lungo contese a Roma il controllo del Lazio meridionale. Nel 338 a.C. i Romani ne distrussero le mura, che furono ricostruite solo nel Medioevo: di quella cinta oggi resta in piedi soltanto Porta Napoletana.

A Velletri è legato anche un nome illustre. Secondo lo storico Svetonio, la famiglia degli Ottavi, da cui discendeva l’imperatore Augusto, era una delle più importanti della città. Il centro storico si visita bene a piedi ed è organizzato attorno a tre piazze: piazza Cairoli con la Torre del Trivio, piazza del Comune con il Palazzo Comunale e i musei, piazza Umberto I con la cattedrale.

La Torre del Trivio, simbolo della città

Il monumento che si riconosce da lontano è la Torre del Trivio, in piazza Cairoli. Il nome ricorda il punto in cui si incrociavano tre strade importanti. Fu costruita nel 1353 dai Magistri Comacini, le maestranze lombarde specializzate nell’arte muraria, ed è alta circa 50 metri. Lo stile è gotico: i piani sono scanditi da doppie bifore, mentre nella parte più alta si aprono monofore.

In origine la torre era il campanile della vicina chiesa di Santa Maria, da cui venne separata nel 1622. Durante la Seconda guerra mondiale fu gravemente danneggiata dai bombardamenti e poi ricostruita: anche per questo oggi è considerata il simbolo dell’identità e della capacità di rinascita della città.

La Cattedrale di San Clemente

La cattedrale, in piazza San Clemente, è il principale luogo di culto di Velletri. La prima chiesa fu costruita nel IV secolo sulle fondamenta di un tempio romano; dopo terremoti e ricostruzioni, l’edificio attuale fu completato nel XVII secolo. Sulla facciata si conserva un portale rinascimentale del 1512.

L’interno è a tre navate. L’altare maggiore è sormontato da un ciborio in stile cosmatesco, l’abside è decorata da affreschi del Trecento e si possono ammirare un organo in legno dorato del Cinquecento e un’icona trecentesca della Madonna delle Grazie, molto venerata in città. La parte più antica è la cripta, con resti di affreschi medievali e le reliquie dei santi martiri Ponziano ed Eleuterio. Accanto alla cattedrale si trova il Museo Capitolare.

I Musei Civici nel Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale cinquecentesco ospita i due musei civici, ed è probabilmente la tappa più sorprendente della visita.

Il Museo Archeologico Oreste Nardini, fondato nel 1920 dall’ingegnere da cui prende il nome, espone circa 400 reperti che vanno dalla protostoria al Medioevo: bronzi, iscrizioni, sculture, ceramiche e sarcofagi della Velitrae volsca e della successiva colonia romana. Il pezzo forte è il Sarcofago di Velletri, ritrovato nel 1955 e datato al II secolo d.C.: sulle sue pareti sono scolpite 184 figure, con le fatiche di Ercole, scene dell’oltretomba e divinità dell’Olimpo. Dal secondo piano lo si può osservare anche dall’alto. Nel museo si vedono inoltre la Lastra dell’Orante, del IV secolo, con scene bibliche, le lastre in terracotta di un tempio del VI secolo a.C. e, nel corridoio d’ingresso, una copia della Pallade di Velletri, la statua di Atena il cui originale è al Louvre. Dopo le perdite della guerra e lunghe chiusure, il museo ha riaperto stabilmente nel 1992.

Nello stesso palazzo c’è il Museo di Geopaleontologia e Preistoria dei Colli Albani, che racconta circa 500 milioni di anni di storia del territorio in 500 metri quadrati e cinque sezioni: geologia, paleontologia, antropologia, preistoria e protostoria. Nella sezione di geologia un’installazione chiamata «condotto di fuoco» ricostruisce un’eruzione di 500.000 anni fa, quando i Colli Albani erano un vulcano attivo. Ci sono anche la ricostruzione di una grotta paleolitica e di una capanna dell’età del Ferro, e un percorso illustrato pensato per i bambini.

L’Area archeologica delle Santissime Stimmate

Per capire dove è nata Velletri bisogna salire al colle delle Stimmate, dove sorse il primo insediamento. Qui l’area archeologica delle Santissime Stimmate conserva tracce di abitato dell’età del Ferro (IX–VIII secolo a.C.) e i resti di un tempio etrusco-italico costruito intorno al 530 a.C. Gli scavi, condotti tra il 1989 e il 2017 dalla Soprintendenza e dalla Sapienza, sono oggi protetti da una struttura in legno, metallo e vetro completata nel 2016, che permette di visitarli.

I primi ritrovamenti risalgono però al 1784, durante lavori di restauro nella chiesa costruita sul colle nel 1602. Tra questi c’era la Tabula Veliterna, una lamina di bronzo del III secolo a.C. con un’iscrizione in lingua volsca scritta in alfabeto latino, oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli insieme alle terrecotte del frontone del tempio.

L’ex Convento del Carmine

In piazza Trento e Trieste si trova l’ex Convento del Carmine, costruito nei primi decenni del Seicento grazie alle donazioni dei cittadini. Nella seconda metà del secolo le lunette del chiostro furono affrescate con scene della storia dell’ordine carmelitano, attribuite in parte a Gaspard Dughet e in parte ad Antonio Paticchi. Dopo essere stato magazzino, caserma e sede di uffici pubblici, oggi il complesso è la Casa delle Culture e della Musica, con la biblioteca civica, un auditorium e spazi espositivi.

Cosa vedere a Velletri: la tabella riassuntiva

LuogoEpocaDa non perdere
Torre del Trivio1353Torre gotica di circa 50 metri, simbolo della città
Cattedrale di San ClementeIV secolo, completata nel XVIICiborio cosmatesco, affreschi trecenteschi, cripta
Museo Archeologico Oreste NardiniFondato nel 1920Sarcofago di Velletri con 184 figure (II secolo d.C.)
Museo di Geopaleontologia500 milioni di anni di storiaIl «condotto di fuoco» e la grotta paleolitica
Area archeologica SS. StimmateIX secolo a.C. – 530 a.C.Resti del tempio etrusco-italico
Ex Convento del CarmineXVII secoloChiostro con lunette affrescate
Porta NapoletanaMedioevoUnica porta superstite delle mura

Il vino di Velletri

Velletri è uno dei centri vinicoli più importanti dei Castelli Romani e dà il nome a una denominazione di origine controllata. La DOC Velletri è stata riconosciuta con un decreto del 31 marzo 1972 e comprende i comuni di Velletri e Lariano e parte del territorio di Cisterna di Latina. Il disciplinare prevede le tipologie bianco, rosso, superiore, riserva e spumante.

Il bianco nasce soprattutto da Malvasia (fino al 70%) e Trebbiano (almeno il 30%). Il rosso unisce Montepulciano (dal 30 al 50%), Sangiovese (dal 10 al 45%) e Cesanese (almeno il 10%). Per la versione riserva servono due anni di invecchiamento, a partire dal 1° novembre dell’anno della vendemmia.

Consiglio: le pagine ufficiali dei musei e dell’area archeologica non riportano sempre orari e prezzi aggiornati, che possono cambiare con le stagioni. Prima di partire controlla le aperture sul sito del Comune di Velletri o telefona ai musei civici, soprattutto se viaggi nel fine settimana o nei giorni festivi.

Come arrivare a Velletri da Roma

Il modo più semplice è il treno. Velletri è il capolinea della linea regionale FL4 Roma–Velletri, che parte da Roma Termini e ferma, tra le altre, a Ciampino, Pavona, Cecchina e Lanuvio. In auto, Velletri si raggiunge dalla via Appia, che attraversa i Castelli Romani.

Domande frequenti

Velletri fa parte dei Castelli Romani?

Sì. Velletri è uno dei comuni dei Castelli Romani, sulle pendici meridionali dei Colli Albani, a sud-est di Roma.

Cosa vedere a Velletri in poche ore?

Con mezza giornata a disposizione conviene concentrarsi sul centro storico: la Torre del Trivio in piazza Cairoli, il Palazzo Comunale con il Sarcofago di Velletri e la Cattedrale di San Clemente. Se resta tempo, aggiungi l’area archeologica delle Stimmate.

Qual è il vino tipico di Velletri?

È il Velletri DOC, prodotto nelle versioni bianco, rosso, superiore, riserva e spumante. Il bianco si basa su Malvasia e Trebbiano, il rosso su Montepulciano, Sangiovese e Cesanese.

Si può arrivare a Velletri in treno?

Sì, con i treni regionali della linea FL4 che collegano Roma Termini a Velletri, capolinea della tratta.

Dove si trova l’originale della Pallade di Velletri?

La statua originale è conservata al Museo del Louvre di Parigi; nel Museo Archeologico Oreste Nardini se ne può vedere una copia.

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