Castelli Romani

Lago di Nemi: lo specchio di Diana, le navi di Caligola e le fragoline

Piccolo, rotondo, chiuso tra pareti boscose: il lago di Nemi è forse il paesaggio più fiabesco dei Castelli Romani. Gli antichi lo chiamavano Speculum Dianae…

Dipinto del 1784 di Jacob Philipp Hackert che raffigura il lago di Nemi circondato da colline boscose
Indice
  1. Un lago nato da un vulcano
  2. Lo specchio di Diana e il santuario nel bosco
  3. Le navi di Caligola
  4. Il Museo delle Navi Romane
  5. Cosa vedere nel borgo di Nemi
  6. Le fragoline di Nemi
  7. Il lago di Nemi in breve
  8. Passeggiate intorno al lago
  9. Domande frequenti

Piccolo, rotondo, chiuso tra pareti boscose: il lago di Nemi è forse il paesaggio più fiabesco dei Castelli Romani. Gli antichi lo chiamavano Speculum Dianae, lo «specchio di Diana», e sulle sue rive sorgeva uno dei santuari più ricchi del Lazio. Nel Novecento dal suo fondo sono riemerse le navi dell'imperatore Caligola, e ancora oggi il borgo che lo domina è famoso in tutta Italia per le sue fragoline.

Ecco cosa sapere sul lago di Nemi: com'è nato, quali storie custodisce e cosa vedere tra le sue sponde e il paese.

Un lago nato da un vulcano

Il lago di Nemi occupa un cratere dei Colli Albani, l'antico apparato vulcanico a sud-est di Roma. Secondo il Touring Club Italiano, la conca si è formata circa 200.000 anni fa. È un lago piccolo: l'Enciclopedia Britannica indica una circonferenza di circa 5,5 chilometri e una profondità di circa 34 metri.

Il suo carattere è dato proprio dalla forma: le pareti ripide e coperte di boschi lo racchiudono come una coppa, e il borgo di Nemi lo osserva dall'alto, aggrappato al bordo del cratere. Il nome stesso viene dal latino nemus, «bosco».

Lo specchio di Diana e il santuario nel bosco

In epoca romana il lago era chiamato Lacus Nemorensis e, come ricorda la voce dell'Enciclopedia Britannica sul lago di Nemi, anche Speculum Dianae, per il tempio e il bosco sacro dedicati alla dea. Il santuario di Diana Nemorense si estendeva per circa 45.000 metri quadrati sulla sponda settentrionale, vicino a dove oggi si trova il museo. La sua pianta non è ancora del tutto chiara: oggi si vedono soprattutto i cosiddetti Nicchioni e alcuni ruderi.

Il tempio era un edificio relativamente piccolo, ma secondo la Britannica era tra i più ricchi del Lazio antico. Una strada romana lastricata, il clivus Virbii, conduceva da Ariccia fino al santuario.

Le navi di Caligola

La storia più affascinante del lago riguarda le due grandi navi che giacevano sul fondo. Appartenevano all'imperatore Caligola, che regnò dal 37 al 41 d.C., ed erano vere e proprie strutture galleggianti di lusso. Secondo la scheda del Ministero della Cultura sul Museo delle Navi Romane, gli scafi misuravano 71,30 per 20 metri e 73 per 24 metri.

Per secoli si è tentato di recuperarle: già nel 1446 Leon Battista Alberti provò a sollevarne una, su incarico del cardinale Prospero Colonna, senza riuscirci. Solo nel Novecento, dopo aver parzialmente svuotato la conca del lago, le navi furono riportate alla luce tra il 1929 e il 1931 e sistemate in un museo costruito apposta per loro.

La loro fine fu drammatica: il 31 maggio 1944 un incendio distrusse entrambi gli scafi e danneggiò gravemente l'edificio. Le responsabilità non sono mai state chiarite del tutto; la Britannica attribuisce il rogo alle truppe tedesche in ritirata.

Il Museo delle Navi Romane

Il museo, sulla sponda nord del lago, è considerato il primo in Italia costruito appositamente in funzione del suo contenuto, cioè delle navi. Riaperto in modo definitivo nel 1988, oggi espone i modelli delle due imbarcazioni in scala 1:5, insieme a oggetti di bordo originali e in copia, e una sezione dedicata al santuario di Diana e all'archeologia del territorio.

Attenzione prima di partire: la scheda ufficiale del Ministero segnala una chiusura straordinaria per lavori finanziati dal PNRR, con date indicate in modo non uniforme sulla stessa pagina. Conviene quindi verificare l'apertura direttamente con il museo prima della visita.

Cosa vedere nel borgo di Nemi

Il centro storico di Nemi è rimasto quasi immutato dal Seicento ed è inserito nel Parco Regionale dei Castelli Romani. Ecco i punti da non perdere:

  • Palazzo Ruspoli: nato tra il IX e il X secolo come castello, conserva una torre cilindrica alta 40 metri; nel 1572 i Frangipane lo trasformarono in palazzo.
  • Piazza Umberto I: una terrazza sul lago con la statua in bronzo della Grande Madre di Luciano Mastrolorenzi.
  • Santa Maria del Pozzo: chiesa parrocchiale del Cinquecento con un organo del 1847 e un trittico ligneo di Antoniazzo Romano.
  • Santuario del Santissimo Crocifisso: seicentesco, custodisce un crocifisso ligneo scolpito nel 1669 da fra Vincenzo Pietrosanti.

Nel 2026 Nemi è stato il borgo scelto per rappresentare il Lazio a Il Borgo dei Borghi, il concorso di Rai 3 dedicato ai paesi più belli d'Italia.

Le fragoline di Nemi

Impossibile parlare di Nemi senza citare le fragole. La fragolina di Nemi, piccola e profumata, viene dai Castelli Romani e da tempo immemorabile si vende sui banchi di frutta di Roma da maggio a ottobre. La tradizione è antichissima: secondo Turismo Roma, nell'antichità le fragole si mangiavano alle feste in onore di Adone, alle idi di giugno, e in epoca papale si celebrava a Campo de' Fiori il «Trionfo delle Fragole» il 13 giugno. Con le fragoline raccolte a mano si prepara anche il liquore Fragolino di Nemi.

Ancora oggi il borgo celebra il suo frutto con la Sagra delle Fragole, che si tiene a giugno ed è arrivata nel 2024 alla sua 91ª edizione.

Il lago di Nemi in breve

AspettoDato
OrigineCratere vulcanico dei Colli Albani, formato circa 200.000 anni fa
CirconferenzaCirca 5,5 km
ProfonditàCirca 34 m
Nome anticoLacus Nemorensis, detto anche Speculum Dianae
Navi di CaligolaRecuperate tra il 1929 e il 1931, distrutte da un incendio il 31 maggio 1944
Santuario di DianaCirca 45.000 m² sulla sponda settentrionale
Prodotto tipicoFragoline di Nemi, in vendita da maggio a ottobre

Passeggiate intorno al lago

Dal paese si scende fino al livello del lago a piedi, lungo un sentiero, oppure seguendo la via del Tempio di Diana. Una volta in basso si può percorrere il giro del lago, lungo circa sei chilometri, tra campi coltivati, boschi e scorci sul borgo. Per chi cammina di più, un tratto di circa 10 chilometri della Via Francigena collega Nemi a Castel Gandolfo attraverso i Colli Albani.

Consiglio: scendete al lago la mattina, quando la luce è più morbida e i sentieri sono meno affollati, e risalite al borgo per pranzo. Ricordate che la risalita è ripida: scarpe comode e acqua sono indispensabili, soprattutto d'estate.

Domande frequenti

Perché il lago di Nemi si chiama «specchio di Diana»?

Perché in epoca romana sulle sue rive sorgevano un tempio e un bosco sacro dedicati alla dea Diana. Per questo i Romani lo chiamavano anche Speculum Dianae, cioè «specchio di Diana».

Si possono ancora vedere le navi di Caligola?

No, gli scafi originali sono stati distrutti dall'incendio del 31 maggio 1944. Al Museo delle Navi Romane si possono vedere i modelli in scala 1:5 e diversi oggetti di bordo, ma prima di andare conviene verificare se il museo è aperto, perché è interessato da lavori.

Quando si tiene la Sagra delle Fragole di Nemi?

La sagra si svolge a giugno, nel periodo delle fragoline. Le date precise cambiano ogni anno e vanno controllate sui canali ufficiali del Comune di Nemi.

Quanto è lungo il giro del lago di Nemi?

Il percorso che costeggia tutto il lago è lungo circa sei chilometri. A questo va aggiunta la discesa dal borgo alle rive e la risalita, che è piuttosto ripida.

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