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Antartide, in cinque anni la CO2 dal suolo è aumentata di oltre cinque volte: lo studio di CNR e INGV

In una delle aree libere dai ghiacci dell’Antartide le emissioni di anidride carbonica dal suolo sono aumentate di oltre cinque volte in cinque anni. Lo rivela…

Montagne innevate e ghiacciai in Antartide visti dall'alto

In una delle aree libere dai ghiacci dell’Antartide le emissioni di anidride carbonica dal suolo sono aumentate di oltre cinque volte in cinque anni. Lo rivela uno studio di ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), con le università neozelandesi di Otago e Waikato, pubblicato sulla rivista Global Biogeochemical Cycles.

Le misure sono state raccolte nella Taylor Valley, una delle principali zone senza ghiaccio delle Valli Secche di McMurdo, durante tre campagne svolte nel 2020, nel 2023 e nel 2025. Il flusso medio di CO2 dal suolo è passato da 1,73 a 9,49 grammi per metro quadrato al giorno, con un aumento di circa 5,5 volte. Il valore massimo misurato è salito da 11,36 a 72,99 grammi per metro quadrato al giorno.

Il dato più sorprendente riguarda l’origine di questo carbonio. Le analisi isotopiche e molecolari di anidride carbonica e metano indicano che gran parte del gas non proviene dall’attività di microrganismi o vegetazione in superficie, ma da sorgenti geologiche profonde. Secondo il primo autore, Livio Ruggiero, geochimico del CNR e ricercatore associato dell’INGV, il permafrost antartico può essere attraversato da carbonio proveniente da sistemi molto più profondi.

Gli stessi autori invitano alla prudenza: i dati non permettono ancora di individuare con certezza il percorso o il meccanismo che porta il gas in superficie, e lo studio non attribuisce direttamente l’aumento allo scioglimento del permafrost, perché temperatura, contenuto d’acqua del suolo e spessore dello strato attivo non sono stati misurati in modo sistematico in tutte le campagne. I ricercatori sottolineano però che si tratta di un meccanismo di rilascio poco rappresentato negli attuali modelli del ciclo del carbonio alle alte latitudini.

La ricerca è stata condotta nell’ambito dei progetti SENECA e SENECA 2 del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, durante tre spedizioni italiane in Antartide, con il supporto logistico di ENEA e di Antarctica New Zealand. Per il presidente dell’INGV, Fabio Florindo, coautore dello studio, l’Antartide va studiata come un sistema integrato che collega atmosfera, criosfera, idrosfera e geosfera.

Fonti: ANSA, Adnkronos, Greenreport

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