Il ministero della Salute ha diffuso una circolare sul virus Shamonda (SHAV), un virus degli animali da allevamento arrivato in Europa nell’estate 2026, dopo che in Francia è stato documentato il primo caso di infezione in una persona. Il messaggio principale è rassicurante: in Italia non sono noti casi umani. Il ministero chiede però di rafforzare la sorveglianza, sia nei pazienti sia negli allevamenti.
Il caso in Francia
Il 22 ottobre 2026 il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha comunicato che le autorità francesi avevano segnalato la prima infezione umana da virus Shamonda mai registrata. Il paziente, un uomo tra i 60 e i 70 anni, era gravemente immunodepresso a causa delle cure per un’altra malattia e viveva in una zona rurale della regione Rhône-Alpes. Dopo l’esordio di sintomi neurologici, il 23 settembre, è morto il 9 ottobre per insufficienza multiorgano. Le indagini su come si sia infettato e sul ruolo del virus nel decesso sono ancora in corso.
Come si trasmette
Tra gli animali, il virus si trasmette con le punture di piccoli insetti del genere Culicoides, simili a moscerini. Secondo l’ECDC, il virus è stato individuato per la prima volta negli animali da allevamento europei nell’estate 2026 ed è stato trovato in diversi Paesi, tra cui Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Austria e Italia.
Nel nostro Paese il virus è stato rilevato da questa estate in bovini del Trentino-Alto Adige, del Lazio e della Lombardia e in bufale della Campania. La circolare precisa che la presenza di RNA virale nel latte non dimostra la presenza di virus infettante e che finora non è stata documentata alcuna trasmissione attraverso latte e latticini.
Cosa chiede il ministero
Secondo il ministero, il caso francese riguarda un paziente fragile e non è rappresentativo della popolazione generale. Non sono documentati contagi tra persone né contagi diretti dagli animali all’uomo. I medici sono invitati a valutare il test per il virus Shamonda nei pazienti con sindromi neurologiche infettive acute senza altra causa, con particolare attenzione alle persone fragili o immunodepresse. I campioni vanno inviati all’Istituto superiore di sanità e i casi sospetti segnalati al ministero tramite la piattaforma PREMAL. Ai veterinari e agli allevatori si chiede maggiore attenzione ai sintomi negli animali e misure per ridurre la presenza degli insetti, come eliminare i ristagni d’acqua.
Fonti: ECDC, Quotidiano Sanità, Adnkronos





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